Palermo-Bucarest: volo diretto. Un buon inizio.

Bucarest solitamente non é tra le città europee mordi e fuggi, da week-end per capirci. Vi assicuro che vale la pena dedicarle più giorni di visita, perchè è una città che vi stupirà non solo per gli innumerevoli edifici di diversi stili architettonici (barocco, liberty, neoclassico), ma anche per quelli moderni, voluti dalla megalomania di Ceausescu. Un breve soggiorno consente di visitare pochi monumenti, che la nostra guida Cristina sapientemente ha scelto per noi:

  • il palazzo del Parlamento (12 piani, 1000 stanze) voluto dal dittatore all’inizio degli anni Ottanta, con una pazzesca profusione di marmi;
  • il museo del Villaggio Nazionale, a cielo aperto, che con le casette in legno ricostruite consente un tuffo nel passato;
  • la residenza primaverile di Ceausescu, trasformata in museo;
  • palazzo Cotroceni, già residenza reale, oggi ospita il presidente della Repubblica ed è anche un museo con collezioni d’arte;
  • la cattedrale dei santi Costantino ed Elena, vicino al Palazzo del Patriarca, massima autorità della Chiesa Ortodossa.

Fin qui visite a monumenti. Tutto nella norma. Ci sono però delle cose che non ti aspetti: la presenza di una vita notturna da fare quasi invidia a Parigi o ad Amsterdam, nel centro storico di Bucarest. E nel centro fate una capatina al ristorante Caru cu Bere! Gli ecologisti vadano a Bucarest per vedere come sono curati i parchi, enormi spazi verdi, vere e proprie oasi in pieno centro. Qualche decennio fa la Romania era nelle folli mani di Ceausescu, di cui si è liberata con una rivoluzione che abbiamo rivissuto attraverso le parole di una testimone, la nostra guida Cristina, allora, nel 1989, studentessa universitaria.

Da Bucarest escursione a Sinaia, in Transilvania, dove visitiamo il castello di Peles, già residenza reale tra fine ‘800 e ‘900, ricchissimo di collezioni d’arte e di arredi, con predominio assoluto del legno intagliato, ed il castello di Bran, spesso identificatocome dimora di Dracula, tra storia e leggenda, non particolarmente suggestivo, tranne per il fatto che è ricavato dalla roccia.

Da Bucarest, ad evitare parecchi km al giorno su strade dissestate, volo per Iasi. Ci avviciniamo così alla Bucovina, nota per i suoi monasteri ortodossi medievali, patrimonio dell’Unesco. Il monastero di Agapia ci affascina per la cura dei giardini e per la presenza di numerose suore (circa 300) che attraverso un museo vivente mostrano il loro lavoro quotidiano, producendo tessuti, ricami, ceramiche, ecc. I monasteri di Neamt, di Sucevita, di Voronet sono qualcosa di sconvolgente per gli affreschi esterni che resistono dopo secoli. Il monastero di Voronet, con il suo particolare azzurro “è un miracolo in mezzo alla foresta, un luogo magico” come scrive una scrittrice francese. Vicino Voronet, a Vama, abbiamo la fortuna di visitare un originale museo, una collezione di uova dei più disparati animali di tutti i continenti, raccolti da una signora-artista che ci permette di assistere ad una dimostrazione di pittura delle uova. Le uova dipinte sono un elemento importante nella cultura romena: simboleggiano, attraverso i colori ed i disegni, il rinnovamento della vita e sono considerate come oggetti sacri.

Ritorniamo a Iasi, seconda città più popolata della Romania, e visitiamo la cattedrale metropolitana, il Palazzo della Cultura, la Chiesa dei Tre Gerarchi (all’esterno un merletto di pietra che un tempo fu coperto con oro, argento, lapislazzuli). Presso il nostro albergo-ristorante, a fine giornata, buffet di addio alla Romania.

Cristina e la sua agenzia ci hanno salutato con una torta, con la quale ci ringraziano per avere scelto la Romania quale meta di questo nostro viaggio. Grandi!  Noi ricambieremo raccontando ai nostri amici che è stato un viaggio durante il quale sono caduti i nostri pregiudizi. Viva la Romania!

Maria Messina